Noxamet S.r.l.

Riccardo Roggeri
Milano, Milano, Italy

Noxamet e i metallo-nonoati: pro-farmaci donatori di monossido di azoto

Noxamet nasce come spin-off delle Università degli Studi di Pavia e Siena, due tra i poli più antichi e prestigiosi del sistema universitario italiano – nonché tra i più attivi della comunità scientifica del Paese. L’idea imprenditoriale dalla quale è nata Noxamet deriva dalla collaborazione scientifica sviluppata con il progetto “Biotechnology", promosso dal Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), tra il team di ricerca specializzato in chimica bioinorganica afferente all’Università di Pavia e il team specializzato in farmacologia afferente all’Università di Siena. Grazie alla coesione raggiunta dai due team è stato possibile produrre un brevetto su di una nuova classe di molecole donatrici di monossido di azoto (NO). Sul brevetto, dal titolo “Nitric Oxide donors—based on metallic centres” (EP n. 1370544), di proprietà del CNR, Noxamet ha ottenuto la licenza esclusiva. La famiglia di molecole brevettate prende il nome di metallo-nonoati, pro-farmaci che permettono di modulare e potenziare il rilascio di NO grazie alla loro particolare composizione. I metallo-nonoati rappresentano una significativa innovazione rispetto donatori tradizionali di NO.

La scoperta che ha cambiato il business di Noxamet

Il core business iniziale di Noxamet si focalizzava su sintesi, sviluppo e commercializzazione dei composti noti come “metallo-nonoati”, i quali sono efficienti agenti vasodilatatori da utilizzare nella cura delle malattie cardiovascolari e altre patologie. Recentemente, però, Noxamet ha esteso il proprio interesse verso l'applicazione dei metallo-nonoati in campo agro-industriale. Le eccellenti proprietà di rilascio del monossido di azoto da parte di questi composti li rende adatti per la protezione delle piante dagli agenti patogeni. Introdurre i metallo-nonoati in ambito agroalimentare ridurrebbe drasticamente l’utilizzo di fitofarmaci, andando invece a stimolare, senza effetti collaterali, le difese naturali delle piante. Il principio attivo prevede il potenziamento della risposta delle piante a diversi tipi di stress e della loro resistenza contro agenti patogeni quali parassiti, virus e funghi.

Mercato ed exit-strategy

Da una ricerca condotta da McKinsey (estate 2015) è emerso che prodotti alimentari e agro-alimentari costituiscono un settore globale di 50 trilioni di $. Inoltre, dal 2004, sempre secondo l’analisi McKinsey, gli investimenti globali nel settore alimentare ed agroalimentare sono cresciuti di tre volte arrivando a più di 100 miliardi di $ nel 2013. noxamet_agribusinessmarket.png La più probabile exit strategy prevista è un’eventuale acquisizione da parte di una società agronomica e/o farmaceutica. L’innovazione di Noxamet è protetta da brevetto e i lavori necessari per poter arrivare allo stadio raggiunto dalla società richiederebbero risorse e tempi superiori all'eventuale costo di acquisizione.

Highlights

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Prospetto triennale 2017-19

Anno 2017 2018 2019
Ricavi 94.000 285.500 1.478.000
Costi 221.500 302.500 401.100
EBITDA (127.500) (17.000) 1.076.900

File Collegati

Data Nome Tipo Documento Azione
04/11/2016 Bilancio 2015 Financials Visualizza
04/11/2016 Certificazione bilancio Financials Visualizza
07/12/2016 Documento informativo Financials Visualizza
16/12/2016 Business Plan Financials Visualizza
18/01/2017 Verbale di aumento del capitale Financials Visualizza

Management Team

Dott. Riccardo Roggeri

Dott. Riccardo Roggeri

CEO

Dopo aver trascorso alcuni anni come ricercatore, ha dedicato la sua carriera allo sviluppo di nuove imprese, assistendo più di 90 aziende ( soprattutto in settori quali ICT, biotecnologie, nuovi materiali , settore dei servizi, energia e l’ambiente) nella raccolta di fondi, stesura di business plan progettazione di strategie di approccio al mercato. Nel 2014 ha conseguito il Dottorato in Innovazione tecnologica per le scienze agro-alimentari e ambientali presso l’Università degli Studi di Milano. Dirige la sezione di lavoro Techinnova dedicata alla difesa della proprietà intellettuale e alla redazione di domande di finanza agevolata a valere sul nuovo programma europeo Horizon 2020.

Prof. Luigi Casella

Prof. Luigi Casella

Fondatore, membro CDA e referente scientifico

È uno dei fondatori della Chimica Bioinorganica italiana, un'area interdisciplinare di ricerca a cavallo tra la Chimica Inorganica e la Biochimica. Egli ha contribuito nel corso di oltre un trentennio allo sviluppo di tutte le tappe che hanno caratterizzato l'approccio chimico inorganico a questa nuova disciplina. È autore di oltre 200 lavori sulle principali riviste chimiche e biochimiche internazionali e di un brevetto internazionale. Fondatore dei corsi di laurea Interfacoltà in Biotecnologie dell'Università di Pavia, del cui Consiglio Didattico è stato presidente nel triennio dal 2010 al 2012.

Prof. Enrico Monzani

Prof. Enrico Monzani

Co-founder & responsible di laboratorio (Pavia)

Professore Associato presso il Dipartimento di Chimica dell’Università di Pavia dal 2010. Principalmente attivo in ricerche di chimica generale ed inorganica, con alcuni riferimenti alla chimica di coordinazione e bioinorganica. L’attività di ricerca l'ha portato alla pubblicazione di circa 120 articoli su riviste internazionali, 7 pubblicazioni su atti di congressi e oltre 70 comunicazioni a congresso.

Dott.sa Lucia Morbidelli

Dott.sa Lucia Morbidelli

Co-founder e responsabile di laboratorio (Siena)

Ricercatore confermato di Farmacologia presso l'Università degli Studi di Siena. Ha esperienza nella farmacologia dell'angiogenesi e nella microcircolazione su modelli in vitro ed in vivo. La sua preparazione si basa sullo studio del ruolo del monossido d'azoto (NO) nel processo di angiogenesi indotta da fattori di crescita, farmaci e citochine. È autore di oltre 100 pubblicazioni scientifiche (capitoli di libri, articoli e revisioni) sugli aspetti molecolari, biochimici e cellulari di angiogenesi e di rimodellamento vascolare.

Dott.sa Martina Monti

Dott.sa Martina Monti

Co-founder e ricercatrice

Martina inizia il suo percorso lavorativo in ambito scientifico con Noxamet, nella quale riveste la posizione di manager tecnico del laboratorio di Siena. Ha acquisito e sviluppato le tecniche in vitro, in vivo ed ex vivo per lo studio degli aspetti cellulari, biochimici e molecolari dell'angiogenesi e della funzionalità endoteliale. Ha effettuato una parte dei lavori presso il laboratorio del Dott. Herbert Weich presso l’Helmholtz Center for Infection Research (Braunschweig) e in seguito presso il laboratorio della Prof.sa Ingrid Fleming dipartimento di Fisiologia Cardiovascolare dell’Università di Francoforte.

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